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Return On Investment…queste tre parole non fanno dormire sonni tranquilli a milioni di imprenditori ed uomini di marketing. Negli ultimi anni ci si è chiesto sempre di più dove sarebbe questo ritorno se si volesse fare un investimento sui social media e quindi sul web 2.0. Secondo uno studio Aberdeen Group, “The ROI on Social Media”, le aziende stanno iniziando a sviluppare tool e metodologie per valutare questo indice, ma si naviga ancora nel buio. E qual’è il punto di partenza? Naturalmente l’ascolto dei consumatori e quindi delle conversazioni online. Le aziende, anche di fronte/grazie alla dura crisi economica che stiamo vivendo, prevedono forti investimenti sui social media. Addirittura il 63% ha dichiarato che aumenterà il proprio budget dedicato al web 2.0. E sarà fatto ampio pressing su coloro che sono considerati e scovati come influencer e brand evangelist! Secondo la ricerca aumenteranno anche gli investimenti pubblicitari sui social network: + 17,3%. Ma allora dove sono i problemi? Le aziende sbattono sugli strumenti di misurazione delle campagne 2.0. Ben il 39% delle aziende dichiara di trovare difficoltà nel trovare adeguati strumenti di misurazione, di fronte all’84% di coloro che desiderano tracciare il Roi di ogni singola attività.

Questi i dati di sintesi.

La scorsa settimana è stata lanciata una nuova versione di Google Maps con l’interessantissima funzione Latitude! Questa consente di vedere sulla mappa del proprio cellulare la posizione di amici e conoscenti….per poi raggiungerli o, perché no, evitarli!
Purtroppo l’applicazione ancora non è disponibile per iphone (pur essendoci servizi assai simili) ma ho pensato che Latitude sarebbe davvero utile per i servizi di trasporto pubblico….soprattutto in grandi città come Roma o Milano. Ogni autobus sarebbe un utente identificato con il numero della linea, e i passeggeri in attesa del mezzo potrebbero controllare sulla mappa a che distanza si trovi. E’ pur vero che ci sono le tabelle elettroniche che segnalano fermate e tempi di percorrenza ma penso che abbiano un costo rilevante. E purtroppo rimane il problema del digital divide, quanti passeggeri (soprattutto tra i nostri anziani) dispongono e sanno usare un cellulare con navigazione web?
Comunque io penso che qualche azienda si sia già posta l’interrogativo. Staremo a vedere.

Google Earth raddoppia! Poche ore fa c’è stata la presentazione della nuova versione (la 5.0) della famosa applicazione di casa Google. Cosa c’è di strano? D’ora in poi sarà possibile scandagliare l’OCEANO…video, immagini ed altro, anche in 3D!
L’idea è partita circa 3 anni fa grazie all’intuizione di Sylvia Earle.
Dal blog di Google scopro che ci sono anche altre novità:

Immagini storiche: sarà possibile tornare indietro nel tempo e scoprire cosa c’era in un dato posto nel passato (ci saranno anche le torri gemelle?);

Marte in 3D: una mappa del pianeta rosso con immagini ad alta definizione;

L’opzione tour.

Sono anni che ci si domanda come possa esser creato un modello di business e soprattutto un piano di monetizzazione intorno a Facebook. Uno, sempre affidabile per tutto il mondo web 2.0, è rappresentato dalla vendita in toto o in parte del servizio (e così si va sempre più verso l’integrazione e la concentrazione dei servizi). E ciò è già avvenuto….Microsoft in passato ha acquisito l’1,6% di Fb per una cifra come 240 milioni di dollari! Ma in questi giorni, al World Economic Forum, si è parlato di un nuovo piano di monetizzazione. Facebook potrebbe consentire alle società di ricerche di mercato di somministrare questionari e survey a tutti gli utenti del social network..
L’iniziativa è stata ribattezzata Engagement Ads. Per ora come si afferma qui, Facebook rappresenterebbe un ottimo strumento per profilare al meglio il target di ogni tipo di ricerca di mercato.

Continuando l’analisi dello studio della Faber Novel vorrei dare evidenza a come goooogle stia provando a cambiare il mondo della telefonia mobile. Oggi siamo tutti in attesa dell’arrivo in Italia di Android (G1 di Htc?), ma lo studio va ancor più in profondità.

Si parte dall’assunto che l’industria mobile sia basata su un modello tradizionale di value chain: Terminal (ex. IPhone) – Operating System (ex. Symbian) – Portal (ex. Vodafone live, ITunes) – Operator (ex. Vodafone) – Web Contents (Google). In questo sistema c’è poco spazio per un modello google, caratterizzato da apertura e network/link. Si parla di vere e proprie barriere all’ingresso. Bene, cosa si propone di fare allora google per replicare il suo modello anche nell’industria mobile? Tutto in 3 mosse:

1 – Android – come un sistema open source, il cui sviluppo è garantito da iniziative comuni delle maggiori industrie TLC.

2 – Attività di Lobbing

3 – Partnership con le aziende TLC. In questa maniera le aziende offrono le loro applicazioni ed in cambio ottengono parte dei ritorni pubblicitari.

Allo stesso tempo google ha acquisito e sviluppato nuove applicazioni per il mondo mobile. Ad esempio servizi di Gps e posizionamento, giochi, social networks come Wertago e Jaiku e collaboratives tools.

In Italia e nel mondo il social networking ha raggiunto dei livelli impensabili. Ogni giorno non c’è radio, tv o giornale che non parli di qualcosa letto o visto su uno di questi siti-piattaforma di aggregazione e condivisione sociale. Come era minimamente già successo con SL, la vita “reale” di molte persone ha switchato proprio sui social network. Che si ritagliano sempre maggiore spazio in quel magnifico puzzle dei social media composto anche da blog, widget, RSS, video sharing, photo sharing, chat, podcast e altri strumenti rigorosamente 2.0. 

Ma allora la domanda è perché sempre più persone si riversano sui social network? Io personalmente ho diminuito l’utilizzo di strumenti quali IM, chat, twitter e video-sharing. La risposta è che ho trovato tutto nei social network! Si assiste ad un continuo ampliamento dell’offerta dei servizi ed allo stesso tempo ad una integrazione tra varie piattaforme 2.0. Il risultato ad esempio è che io entro su facebook, controllo la mia rete di amici o presunti tali, condivido con loro video, leggo blog tramite RSS integrato su SN, gioco, segnalo a tutti (twitter?!) quel che sto facendo in quel preciso momento etc. Oppure prendiamo come esempio Linkedin, il network professionale per eccellenza. In queste ultime settimane si è evoluto ed ora permette di modulare la propria home-page attraverso l’inserimento di applicazioni 2.0. Un’utilissima integrazione è quella con Slideshare, lo YouTube delle presentazioni power point….senza dimenticare poi la possibilità di inserire i post del proprio blog sulle colonne della pagina personale.

Bene…ora tocca alle aziende fare la loro mossa. Hanno a disposizione un utente sempre più profilato. Non resta che offrirgli un abito fatto su misura.

Nella grande mela tutto è possibile. Anche ritrovarsi ad una festa grazie al proprio cellulare.  Ho scoperto che da un pò di tempo in giro per New York c’è un semplicissimo strumento per trovare bar e locali in cui c’è una festa o qualche promozione. Sicuramente un utilissimo strumento di geo-marketing! Meet Now Live penso sia il primo mobile network ad uso esclusivamente locale.

Alcuni bar hanno stipulato una convenzione con la società che è dietro al mobile network ed offrono drinks in omaggio (illimitati?!) a coloro che giungono, a determinate ore, nei loro bar grazie al servizio. Dove sta il vantaggio?  Il servizio è in grado di localizzare e visualizzare su schermo la posizione degli utenti, consentendo quindi facili incontri tra gli iscritti al network….word-of-mouth! Mmmh mi vien da pensare “So che la tipa che mi piace è in quel bar? Corro da lei che sarà ubriaca!”. Ma il servizio non si ferma qui. La cosa davvero interessante…ah l’Italia quanto sta dietro nel traffico dati su mobile…è che i gestori dei locali possono creare offerte last minute ed inviarle agli iscritti al social network. Del tipo…il mio bar è vuoto ora? Per le prossime 2 ore la birra costerà la metà…join!

Italia Italia…quando mi sorprenderai?

Ieri è stato inaugurato il Festival del Cinema di Roma ed alcuni blogger sono stati coinvolti in una insolita maniera. Ericsson ha reclutato un team di Mobile Reporters con il preciso compito di raccontare una parte del Festival. Una ventina di ragazzi, muniti di cellulari di ultima generazione, s’aggirano nei set della sezione “Alice nella città”, dedicata al cinema per e dei ragazzi. Fotografie, post e commenti finiscono subito qui. Fino ad ora i post riguardano momenti personali, si va dagli scatti fatti dagli/agli stessi reporters fino ai racconti sulla prima colazione. Purtroppo non si parla di film e proiezioni….ma qui mi sa tanto che i reporters non hanno colpe.

Da alcune settimane ho approfondito il mio rapporto con Facebook. Un social network meno professionale rispetto a Linkedin, il mio preferito, ma certamente più divertente, coinvolgente e con user più giovani. Oggi iniziano le olimpiadi cinesi e mi chiedevo quale fosse il rapporto dei giovani orientali con i social network. Lì sembra un mondo a parte, tutto chiuso, filtra ben poco…ma tra di loro come comunicheranno nell’era del 2.0? 

Domande lecite (a parte la Cina, di cui mi farò raccontare da amici protagonisti alle olimpiadi). Questa mattina ho trovato dei dati interessanti che riguardano il Giappone. ComScore ha realizzato uno studio sull’utilizzo dei SN in Giappone. Il dato che emerge è il triplicarsi degli utenti di Facebook in un solo anno. Il tutto grazie all’inserimento della lingua giapponese e questo era prevedibile. Comunque Facebook rimane ancora assai distante dai 3 principali SN, ossia Orkut, MySpace e Mixi.jp, con quest’ultimo vero leader di mercato con più di 12 milioni di utenti iscritti. Emerge anche un altro dato: Orkut è il SN più affascinante o comunque sia quello che tiene maggiormente impegnati milioni di ragazzi giapponesi.

Ed in Cina???

La casa di Mountain View annuncia tramite il suo blog la nascita di Knol. Una sorta di Wikipedia in cui ogni persona può diventare la voce autorevole su un determinato argomento o topic. Sono ammessi più knol sullo stesso tema ma l’importante è che la fonte sia considerata autorevole. E, sempre secondo la grande G., nasce un nuovo metodo di lavoro, molto 2.0, la “moderated collaboration”. Ossia la fonte autorevole può accettare suggerimenti da parte di altri utenti e prima di pubblicarli (o meno) può anche modificarli o adattarli. Non mi sembra qualcosa di nuovissimo….

Nel blog appena è accennato il discorso ma per me rappresenta il vero core business di Knol: la possibilità di associare a questo nuovo strumento il vecchio AdSense. Il tutto a discrezione dell’autore, della fonte autorevole, che riceverà una percentuale, revenue share, sugli ads inseriti nei suoi scritti.

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