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La scorsa settimana è stata lanciata una nuova versione di Google Maps con l’interessantissima funzione Latitude! Questa consente di vedere sulla mappa del proprio cellulare la posizione di amici e conoscenti….per poi raggiungerli o, perché no, evitarli!
Purtroppo l’applicazione ancora non è disponibile per iphone (pur essendoci servizi assai simili) ma ho pensato che Latitude sarebbe davvero utile per i servizi di trasporto pubblico….soprattutto in grandi città come Roma o Milano. Ogni autobus sarebbe un utente identificato con il numero della linea, e i passeggeri in attesa del mezzo potrebbero controllare sulla mappa a che distanza si trovi. E’ pur vero che ci sono le tabelle elettroniche che segnalano fermate e tempi di percorrenza ma penso che abbiano un costo rilevante. E purtroppo rimane il problema del digital divide, quanti passeggeri (soprattutto tra i nostri anziani) dispongono e sanno usare un cellulare con navigazione web?
Comunque io penso che qualche azienda si sia già posta l’interrogativo. Staremo a vedere.
Google Earth raddoppia! Poche ore fa c’è stata la presentazione della nuova versione (la 5.0) della famosa applicazione di casa Google. Cosa c’è di strano? D’ora in poi sarà possibile scandagliare l’OCEANO…video, immagini ed altro, anche in 3D!
L’idea è partita circa 3 anni fa grazie all’intuizione di Sylvia Earle.
Dal blog di Google scopro che ci sono anche altre novità:
Immagini storiche: sarà possibile tornare indietro nel tempo e scoprire cosa c’era in un dato posto nel passato (ci saranno anche le torri gemelle?);
Marte in 3D: una mappa del pianeta rosso con immagini ad alta definizione;
L’opzione tour.
Continuando l’analisi dello studio della Faber Novel vorrei dare evidenza a come goooogle stia provando a cambiare il mondo della telefonia mobile. Oggi siamo tutti in attesa dell’arrivo in Italia di Android (G1 di Htc?), ma lo studio va ancor più in profondità.
Si parte dall’assunto che l’industria mobile sia basata su un modello tradizionale di value chain: Terminal (ex. IPhone) – Operating System (ex. Symbian) – Portal (ex. Vodafone live, ITunes) – Operator (ex. Vodafone) – Web Contents (Google). In questo sistema c’è poco spazio per un modello google, caratterizzato da apertura e network/link. Si parla di vere e proprie barriere all’ingresso. Bene, cosa si propone di fare allora google per replicare il suo modello anche nell’industria mobile? Tutto in 3 mosse:
1 – Android – come un sistema open source, il cui sviluppo è garantito da iniziative comuni delle maggiori industrie TLC.
2 – Attività di Lobbing
3 – Partnership con le aziende TLC. In questa maniera le aziende offrono le loro applicazioni ed in cambio ottengono parte dei ritorni pubblicitari.
Allo stesso tempo google ha acquisito e sviluppato nuove applicazioni per il mondo mobile. Ad esempio servizi di Gps e posizionamento, giochi, social networks come Wertago e Jaiku e collaboratives tools.
Ieri è stato inaugurato il Festival del Cinema di Roma ed alcuni blogger sono stati coinvolti in una insolita maniera. Ericsson ha reclutato un team di Mobile Reporters con il preciso compito di raccontare una parte del Festival. Una ventina di ragazzi, muniti di cellulari di ultima generazione, s’aggirano nei set della sezione “Alice nella città”, dedicata al cinema per e dei ragazzi. Fotografie, post e commenti finiscono subito qui. Fino ad ora i post riguardano momenti personali, si va dagli scatti fatti dagli/agli stessi reporters fino ai racconti sulla prima colazione. Purtroppo non si parla di film e proiezioni….ma qui mi sa tanto che i reporters non hanno colpe.
La casa di Mountain View annuncia tramite il suo blog la nascita di Knol. Una sorta di Wikipedia in cui ogni persona può diventare la voce autorevole su un determinato argomento o topic. Sono ammessi più knol sullo stesso tema ma l’importante è che la fonte sia considerata autorevole. E, sempre secondo la grande G., nasce un nuovo metodo di lavoro, molto 2.0, la “moderated collaboration”. Ossia la fonte autorevole può accettare suggerimenti da parte di altri utenti e prima di pubblicarli (o meno) può anche modificarli o adattarli. Non mi sembra qualcosa di nuovissimo….
Nel blog appena è accennato il discorso ma per me rappresenta il vero core business di Knol: la possibilità di associare a questo nuovo strumento il vecchio AdSense. Il tutto a discrezione dell’autore, della fonte autorevole, che riceverà una percentuale, revenue share, sugli ads inseriti nei suoi scritti.
