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“Live your passion”. Rio de Janeiro ospiterà la 31esima edizione delle Olimpiadi moderne. La metropoli brasiliana è stata scelta dai membri del Comitato Olimpico Internazionale, riunito per l’occasione a Copenaghen, celebrando così la vittoria di un intero continente, il Sud America, che mai prima ad ora aveva avuto l’onere ed onore di essere selezionato per ospitare i Giochi Olimpici. La candidatura di Rio ha avuto la meglio su quella di Chicago, che è stata clamorosamente eliminata già durante la prima sessione di voto pur avendo il pesante sostegno del Presidente Obama, sulla verde Tokio e sulla sorprendente Madrid, sconfitta solo in volata.
Ora ai vincitori spetterà il compito di organizzare in 7 anni la più grande manifestazione sportiva e sociale esistente sulla faccia della Terra (senza dimenticare gli importantissimi Giochi Paraolimpici), ed in più dovranno “convivere” con la roadmap che porterà ai Mondiali di calcio del 2014. Ma secondo Leonardo Gryner, direttore Comunicazione di Rio 2016, l’industria brasiliana del marketing e della pubblicità ora è davvero competitiva e c’è già una strategia marketing di lunga durata, 7 anni, che ha preso il via subito dopo l’annuncio dell’assegnazione dei Giochi.
Andiamo in profondità e vediamo quali sono i punti di forza della candidatura di Rio de Janeiro che, ricordiamo, solo un anno fa accusava non poche difficoltà, superate grazie alle consulenze dell’ex responsabile marketing del CIO, Michael Payne, a cui va il merito di aver ricostruito e motivato la squadra di dirigenti.
Iniziamo dicendo che alla base della candidatura brasiliana ci sono questi obiettivi: coinvolgere al massimo i giovani, contenere i costi grazie ad investimenti efficienti e modernizzare la città nel rispetto dell’ambiente.
Rio ha vinto grazie al pieno appoggio del Governo, con cui ha elaborato un’unica ed organica strategia di marketing urbano. A testimonianza di ciò ricordiamo il coinvolgimento di Lula in persona, che si è presentato a Copenaghen in qualità di testimonial, insieme all’intramontabile mito del calcio Pelè, sponsorizzando un ingente finanziamento governativo che eviterà l’eccessivo ricorso a prestiti bancari e quindi a rallentamenti nei tempi di attuazione del programma. Un investimento non fine a sé stesso ma strettamente collegato al piano di sviluppo della città che sarà la vera eredità dei Giochi oltre ad un’estate fatta di colori, gioie ed emozioni. Tutta la manifestazione si svolgerà in soli 4 posti, centrali e tra di loro assai vicini: le foreste di Deodoro (saranno piantate qualcosa come 24 milioni di piante entro il 2016), la zona intorno allo stadio Maracanà, le spiagge di Copacabana e la zona di Barra. Il tutto per esaltare la bellezza dei paesaggi di Rio. Già si parla di 240 bilioni di dollari stanziati per il Federal Plan for Growth Acceleration, un programma che dovrà occuparsi della creazione di alloggi e del miglioramento delle vie di trasporto, della creazione di un centralissimo Olympic Training Center e dell’Innovative X Park che dovrà invece sviluppare l’area fluviale di Rio.
Con 65 milioni di brasiliani sotto i 18 anni, quelli di Rio non potevano non essere Giochi Olimpici vicini al mondo giovanile. In primis ci sarà la triplicazione degli investimenti nel Programa Segundo Tempo, un progetto che mira a portare lo sport dentro le scuole pubbliche per coinvolgere circa 3 milioni di bambini. Poi ci saranno 400 milioni di dollari da investire per la costruzione di moderne infrastrutture sportive e 11000 giovani talenti brasiliani riceveranno finanziamenti per allenarsi al meglio e tentare l’avventura olimpica. Ed inoltre saranno soprattutto i giovani a popolare gli stadi grazie alle agevolazioni sui biglietti previste dal progetto Full Stadiums Program.
Non manca la strategia di marketing esperienziale. Che sarà messa in pratica grazie ai Global Live Sites, ossia alla creazione di un network di 15 siti in tutto il mondo (almeno 2 per continente), che consentirà agli spettatori senza biglietto o lontani dal Brasile di vivere l’esperienza dei Giochi grazie a strumenti interattivi e tecnologie broadcast di ultima generazione.
Riuscirà Rio a mantenere le promesse? Confidiamo nella grande forza di volontà del popolo brasiliano e per ora non possiamo far altro che ammirare i prossimi appuntamenti di Vancouver 2010 e Londra 2012.
Questa settimana ho scoperto di essere un consumatore Reloaded! Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano hanno presentato i risultati dell’Osservatorio sulla Multicanalità. Sembrerebbe che le aziende debbano iniziare a preoccuparsi per come esse combinino vecchi e nuovi strumenti di marketing e comunicazione. Ed attenti ai consumatori! Il nostro consumo del mix di media è articolato e consapevole ed il cellulare sta diventando sempre più importante.
Di seguito alcuni dati e considerazioni di sintesi:
Consumatori
22 milioni di utenti Internet (il 63% dei quali tra i 25 e i 54 anni) con preferenza verso l’informazione circolare delle community e dei social network;
7,2 milioni di consumatori multicanale (+31% rispetto al 2007), detti RELOADED;
7,7 milioni di utenti che si avvicinano al mobile Internet;
21% della popolazione italiana cerca informazioni online;
23% di consumatori che provano prodotti nei punti vendita ma poi acquistano online;
27% dei consumatori consulta blog e forum prima dell’acquisto (1 milione e mezzo di navigatori acquista online). Fondamentale il word of mouth;
70% dei consumatori gradisce iniziative sul punto vendita unite a classica adv;
Aziende
Crescono dell’11% le aziende che investono online ma si continua a preferire i classici canali di ingaggio, tv in primis;
Il mobile advertising aumenta del 19%;
Internet ed i nuovi media sono parte marginale del budget;
Mancanza di una strategia di integrazione multicanale.
E tu che tipo di consumatore sei? Reloaded, Open Minded, Tradizionale coinvolto, Indifferente o Escluso?
Parlare dei sogni da bambino, davanti a milioni di persone, sapendo che si sta per morire. Questo post non c’entra nulla con il mondo del marketing ma anche io voglio applaudire il coraggio e la lezione di vita del Prof. Randy Pausch. Il professore della Carnegie Mellon University è morto di tumore al pancreas lo scorso 25 luglio e la sua ultima lezione, tradotta in più lingue, è stata visualizzata da milioni di persone.
Addio Randy.
La Regione Lazio ha lanciato un concorso internazionale per la realizzazione di una campagna di comunicazione che valorizzi il patrimonio culturale del territorio.
Non sembrano esserci particolari limiti. Non resta che tuffarsi nei territori oggetto di ispirazione chiamati “grandi attrattori culturali”. E non sarebbe male passare una parte dell’estate tra il parco archeologico di Vulci, l’Abbazia di Fossanova, le ville di Tivoli, la via del sale dell’area reatina e le mura poligonali del frusinate.
Davvero interessanti anche i premi per i primi 3 classificati: 30, 20, 10mila eurini!
Qui la presentazione del concorso e i link per scaricare il bando ufficiale.
