You are currently browsing the category archive for the 'mobile' category.

Ad Amsterdam, nel corso del PICNIC 2009, è stato presentato l’interessante progetto Green Watch/City Pulse.
Nato sotto il programma Cities 2.0 della Fing, ha come obiettivo quello di creare una fitta rete di sensori per misurare 2 tipi inquinamento in una grandissima città come Parigi (dotata di soli 10 rilevatori): quello provocato da ozono e quello acustico (noise).
La vera novità sta nel fatto che saranno i cittadini stessi ad essere dotati di particolari orologi con cui misurare l’inquinamento, ed inseguito pi dati raccolti, in forma anonima, saranno da loro inviati via mobile phone ad una piattaforma aperta a tutti (quindi con dati trasparenti e condivisivbili) chiamata CityPulse.

Sarà interessante seguire l’evoluzione di queste misurazioni e vedere se anche altre città seguiranno questa via.
Roma e Milano, voi a che punto siete?

Questo il sito web del progetto, dove trovare maggiori informazioni.

Di seguito la presentazione ppt di Amsterdam

VisionMobile presenta quelli che saranno i megatrends del 2009 nel settore Mobile.

Ce ne sono 8 ed ecco quelli che ritengo più interessanti:

1. Eight Centres of Gravity: Cosolidation of power – i providers forniranno sempre più soluzioni verticali integrate: ad esempio software, hardware più servizi senza dimenticare l’industrial design e le core applications (es. Apple, Nokia e Google).
2. Il fenomeno degli Application Store. Un vero e proprio boom, a partire dal 2008, grazie all’Apple Store. Nei primi 6 mesi sono state sviluppate circa 10000 applicazioni, per revenues pari a 500M di dollari. E tutti possono sviluppare e vendere le proprie applicazioni sullo store, dal singolo all’azienda multinazionale. Io stesso sto sperimentando questa piattaforma per creare qualcosa ex novo. Un vero e proprio business all’orizzonte e naturalmente nel 2009 Android, RIM, Windows Mobile, Palm, Nokia, tutti gli operatori etc etc svilupperanno o punteranno forte sui propri apps store. Ma attenzione al “first mover advantage”…per dirla alla VisionMobile “only Apple perfected the recipe”!
3. Il Network come un Servizio. Operatori e carrier iniziano a comprendere che ci si può guadagnare nel diventare una “service platform”. Come? “Reselling API access to 3rd party services”. In questo mercato bisogna tenere sotto controllo Ericsson, con la sua Pixl8r, e Aepona.
4. Mobile Service Analytics. Avere un cellulare significa lasciare traccia di noi, del nostro comportamento e quindi generare informazioni, utili al mercato, da aggregare, analizzare e rivendere.
5. The software industry is consolitating – secondo le previsioni di VisionMobile si affermeranno solo 2 sistemi operativi per gli smartphone: S60 e Android.
6. Market gravity: the rise and fall of market value – ogni settore di mercato segue un percorso verso il basso partendo dalla fase Novelty (il prodotto viene lanciato sul mercato ma non ha domanda) per arrivare alla Utility (il momento in cui per distinguersi diventano necessarie le commodities), passando per la Differentiation. E in ogni mercato ci sono dei fattori che accelerano o meno il processo;
Qui sotto la presentazione completa!

La scorsa settimana è stata lanciata una nuova versione di Google Maps con l’interessantissima funzione Latitude! Questa consente di vedere sulla mappa del proprio cellulare la posizione di amici e conoscenti….per poi raggiungerli o, perché no, evitarli!
Purtroppo l’applicazione ancora non è disponibile per iphone (pur essendoci servizi assai simili) ma ho pensato che Latitude sarebbe davvero utile per i servizi di trasporto pubblico….soprattutto in grandi città come Roma o Milano. Ogni autobus sarebbe un utente identificato con il numero della linea, e i passeggeri in attesa del mezzo potrebbero controllare sulla mappa a che distanza si trovi. E’ pur vero che ci sono le tabelle elettroniche che segnalano fermate e tempi di percorrenza ma penso che abbiano un costo rilevante. E purtroppo rimane il problema del digital divide, quanti passeggeri (soprattutto tra i nostri anziani) dispongono e sanno usare un cellulare con navigazione web?
Comunque io penso che qualche azienda si sia già posta l’interrogativo. Staremo a vedere.

Continuando l’analisi dello studio della Faber Novel vorrei dare evidenza a come goooogle stia provando a cambiare il mondo della telefonia mobile. Oggi siamo tutti in attesa dell’arrivo in Italia di Android (G1 di Htc?), ma lo studio va ancor più in profondità.

Si parte dall’assunto che l’industria mobile sia basata su un modello tradizionale di value chain: Terminal (ex. IPhone) – Operating System (ex. Symbian) – Portal (ex. Vodafone live, ITunes) – Operator (ex. Vodafone) – Web Contents (Google). In questo sistema c’è poco spazio per un modello google, caratterizzato da apertura e network/link. Si parla di vere e proprie barriere all’ingresso. Bene, cosa si propone di fare allora google per replicare il suo modello anche nell’industria mobile? Tutto in 3 mosse:

1 – Android – come un sistema open source, il cui sviluppo è garantito da iniziative comuni delle maggiori industrie TLC.

2 – Attività di Lobbing

3 – Partnership con le aziende TLC. In questa maniera le aziende offrono le loro applicazioni ed in cambio ottengono parte dei ritorni pubblicitari.

Allo stesso tempo google ha acquisito e sviluppato nuove applicazioni per il mondo mobile. Ad esempio servizi di Gps e posizionamento, giochi, social networks come Wertago e Jaiku e collaboratives tools.

Follow me on Twitter