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In un periodo di forte crisi come questo è difficile metter piede in un’azienda senza sentir parlare di politiche di taglio o riduzione dei costi. 
Ad esempio non fa eccezione il mercato giapponese con una delle sue aziende più importanti: la Toyota Motor Corporation. Questa azienda è sempre stata all’avanguardia nei processi produttivi ma peccava nell’organizzazione di meeting e conferenze interne. Fino a qualche mese fa addirittura negli US si parlava di fax, moduli da compilare a mano e hotel da contattare di volta in volta per ogni singola prenotazione. La soluzione porta il nome di StarCite, un software (dall’omonima azienda di Philadelphia StarCite) che permette di automatizzare tutte le procedure di gestione di un evento. I risultati? Si parla di un taglio dei costi pari al 23% e di un risparmio di 1 milione di dollari grazie ad una feature di recupero crediti derivanti da booking andati a male. Naturalmente una soluzione per risparmiare su viaggi e meeting è rappresentata da phone e video-conference, ma prima o poi sarà necessario trovarsi faccia a faccia con i propri colleghi o partner che lavorano dall’altra parte del mondo. 
StarCite è facilmente seguibile anche su Twitter @StarCite

Conoscete casi simili, ma radicati in Italia, di taglio dei costi? Oppure aziende che offrono lo stesso servizio di StarCite? 

Lo scorso venerdì David Williams è stato ospite di Ericsson ed ha parlato di sostenibilità. Una bella iniziativa dato che era il giorno di “M’illumino di Meno“, evento ideato da quelli di Caterpiller per sensibilizzare singoli ed aziende al risparmio energetico. Io ero lì ad ascoltarlo ed ho provato a bloggare in diretta..
Il focus della giornata sul macro obiettivo “Creating Sustainable Enterprise”. In sintesi si sono toccati concetti come collaborazione, condivisione, experience learning, dialogo, azione e passione. Praticamente l’azienda per Williams non si deve più trovare di fronte alla scelta se generare profitto o rendere il mondo un posto migliore…le 2 possono e devono andare di pari passo.
Secondo Williams è fondamentale per un’azienda piccola, così come per una multinazionale, chiedersi come diventare Sostenibile. Prima di tutto ci si devono porre delle domande, del tipo:

Purtroppo le slide erano inguardabili a causa di una presunta non compabilità tra il proiettore ed il suo Mac book.

Ci trovavamo di fronte ad un guru del settore ma secondo me il seminario è stato troppo incentrato sull’azienda fondata e rappresentata da Williams, la Impact International

- La gente è orgogliosa di lavorare in questa azienda?
- I clienti hanno fiducia nel nostro brand?
- Conosciamo l’integrità dei nostri fornitori?
- Usiamo in modo sostenibile le nostre risorse?
- Facciamo investimenti a lungo termine?
- Cosa stiamo facendo per l’ambiente?
- Calcoliamo gli effetti delle nostre azioni sulla società?

Di seguito invece i 6 passi per diventare Sostenibili:

Illuminate – chiedere a che punto si è con la sostenibilità, misurare la percezione corrente;
Inspire – aprire cuori e cervelli dei leader d’impresa per sensibilizzarli sull’importanza di essere sostenibili. In soldoni presentare best practices e powerful experiences;
Engage – Rendere i leader capaci di identificare, comunicare ed implementare una strategia per poi trasmetterla al resto dell’organizzazione;
Energise – coinvolgere tutti gli stakeholder nel dialogo, crear eeventi di condivisione, incontrare le comunità e le Ong;
Innovate – pensare e creare nuovi prodotti, servizi e modi di lavorare;
Evaluate – valutare i risultati, soprattutto in chiave “percezione”, “performance” ed “innovazione”.

Oltre a questo c’è poco altro da segnalare. Ad esempio ci sono state alcune domande di manager E/// a cui David ha risposto in maniera piuttosto scontata.
Un plauso invece al “motto” dell’azienda: Doing well by doing good.

Prima erano solo voci, poi conferme ed anticipazioni, ora c’è la certezza. Wired, la famosa rivista tecnologica di San Francisco, sbarcherà in Italia il prossimo 19 febbraio. Sul sito web di supporto c’è il conto alla rovescia x l’uscita del primo numero diretto da Riccardo Luna. Che nel frattempo lancia tavole rotonde con esperti del settore e frequentatori del web. Numerosi sono i commenti in rete, la maggior parte dei quali scettici verso la rivista mensile. Staremo a vedere.

Ieri è stato inaugurato il Festival del Cinema di Roma ed alcuni blogger sono stati coinvolti in una insolita maniera. Ericsson ha reclutato un team di Mobile Reporters con il preciso compito di raccontare una parte del Festival. Una ventina di ragazzi, muniti di cellulari di ultima generazione, s’aggirano nei set della sezione “Alice nella città”, dedicata al cinema per e dei ragazzi. Fotografie, post e commenti finiscono subito qui. Fino ad ora i post riguardano momenti personali, si va dagli scatti fatti dagli/agli stessi reporters fino ai racconti sulla prima colazione. Purtroppo non si parla di film e proiezioni….ma qui mi sa tanto che i reporters non hanno colpe.

Fermati. Osserva, ascolta, commenta vota. E’ la settimana di Cannes, i giorni del Festival Internazionale della Pubblicità. Grazie al blog di Taddeucci vengo a sapere che le agenzie italiane hanno iscritto 505 pezzi. Mi sembrano davvero eccessivi, ma forse a volte ci si gonfia il petto e si annuncia al mondo intero “ho un lavoro a Cannes”. E torna in ballo l’eterna diatriba se si producano spot/annunci per vincere un premio o per migliorare immagine/vendite/etc del prodotto o del cliente di turno. Bè io penso che ambire “anche” ad un bronzo debba essere di stimolo a far meglio, a elevare il livello medio della creatività pubblicitaria italiana.

Ieri ho partecipato alla tappa romana del roadshow sul direct marketing organizzato da Poste Italiane. Sono usciti fuori alcuni spunti interessanti. L’intervento più apprezzato è stato quello di Licastro di Gfk Eurisko. A fronte di un cambiamento degli stili di vita degli italiani e del deterioramento dei rapporti verticali, ha presentato l’Eurisko Media Monitor, una ricerca/strumento/approccio per analizzare la multimedialità degli italiani. Di sicura utilità per pianificare campagne su più mezzi (il direct marketing è solo uno di questi) e centrare al meglio il proprio target. Da approfondire il discorso sui 10 stili di vita multimediali, divisi in 3 macro categorie: tradizionali, centrali ed elitari. E’ saltato fuori che il DM in Italia ha un valore pari al 4,9% (con una lenta crescita del 2,5% dal 2005 al 2007)), mentre negli Usa si arriva al 33%.

Camerano di Poste Italiane invece ha centrato l’attenzione sul fatto che in Italia ci si affidi troppo a campagne monomediali. E su come l’utilizzo di DM in campagne integrate porterebbe ad un miglioramento del Roi tra il 20 e il 120% (una forbice eccessiva!). Per Camerano il direct marketing è:

  • Coinvolgente (se la creatività merita!);
  • Non intrusivo (secondo loro una famiglia italiana riceve in media 2 mailing a settimana);
  • Messaggio tangibile e conservabile (devo dire ai miei di non cestinare tutto subito);
  • Ha una bassa soglia di ingresso/bassa barriera economica.

Dopo c’è stata una presentazione dei prodotti Poste Italiane (Postatarget), inevitabile marchetta. Sono proprio curioso di vedere come Poste affronterà il lancio di attività virali, promesse per la fine dell’anno.

Altri interventi degni di nota: Oracle con il suo CRM on demand e Leo Burnett con 500wantsyou (complimenti per il promo).

Altri elementi degni di nota: il pranzo, la guida Gambero Rosso in omaggio e aver incontrato dopo molto tempo 2 compagni di università e liceo (uno ospite e l’altra organizzatrice).

Questa mattina arriva sulla mia casella di posta un invito al private meeting con Chris Anderson. E’ previsto per il 17 giugno durante il World Marketing & Sales Forum. Purtroppo la partecipazione all’incontro con Anderson, ispiratore della mia tesi di master, è subordinata all’iscrizione al World Marketing & Sales Forum. Il tutto alla modica cifra di 1200 euro. Riuscirò ad ottenere il via libera (e soprattutto il pagamento dell’iscrizione) dalla mia azienda? Già conosco la risposta.

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