Marketingegno

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Dove il pappagallo la fa da padrone

ROI sui Social Media

Return On Investment…queste tre parole non fanno dormire sonni tranquilli a milioni di imprenditori ed uomini di marketing. Negli ultimi anni ci si è chiesto sempre di più dove sarebbe questo ritorno se si volesse fare un investimento sui social media e quindi sul web 2.0. Secondo uno studio Aberdeen Group, “The ROI on Social Media”, le aziende stanno iniziando a sviluppare tool e metodologie per valutare questo indice, ma si naviga ancora nel buio. E qual’è il punto di partenza? Naturalmente l’ascolto dei consumatori e quindi delle conversazioni online. Le aziende, anche di fronte/grazie alla dura crisi economica che stiamo vivendo, prevedono forti investimenti sui social media. Addirittura il 63% ha dichiarato che aumenterà il proprio budget dedicato al web 2.0. E sarà fatto ampio pressing su coloro che sono considerati e scovati come influencer e brand evangelist! Secondo la ricerca aumenteranno anche gli investimenti pubblicitari sui social network: + 17,3%. Ma allora dove sono i problemi? Le aziende sbattono sugli strumenti di misurazione delle campagne 2.0. Ben il 39% delle aziende dichiara di trovare difficoltà nel trovare adeguati strumenti di misurazione, di fronte all’84% di coloro che desiderano tracciare il Roi di ogni singola attività.

Questi i dati di sintesi.

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Mobile trends

VisionMobile presenta quelli che saranno i megatrends del 2009 nel settore Mobile.

Ce ne sono 8 ed ecco quelli che ritengo più interessanti:

1. Eight Centres of Gravity: Cosolidation of power – i providers forniranno sempre più soluzioni verticali integrate: ad esempio software, hardware più servizi senza dimenticare l’industrial design e le core applications (es. Apple, Nokia e Google).
2. Il fenomeno degli Application Store. Un vero e proprio boom, a partire dal 2008, grazie all’Apple Store. Nei primi 6 mesi sono state sviluppate circa 10000 applicazioni, per revenues pari a 500M di dollari. E tutti possono sviluppare e vendere le proprie applicazioni sullo store, dal singolo all’azienda multinazionale. Io stesso sto sperimentando questa piattaforma per creare qualcosa ex novo. Un vero e proprio business all’orizzonte e naturalmente nel 2009 Android, RIM, Windows Mobile, Palm, Nokia, tutti gli operatori etc etc svilupperanno o punteranno forte sui propri apps store. Ma attenzione al “first mover advantage”…per dirla alla VisionMobile “only Apple perfected the recipe”!
3. Il Network come un Servizio. Operatori e carrier iniziano a comprendere che ci si può guadagnare nel diventare una “service platform”. Come? “Reselling API access to 3rd party services”. In questo mercato bisogna tenere sotto controllo Ericsson, con la sua Pixl8r, e Aepona.
4. Mobile Service Analytics. Avere un cellulare significa lasciare traccia di noi, del nostro comportamento e quindi generare informazioni, utili al mercato, da aggregare, analizzare e rivendere.
5. The software industry is consolitating – secondo le previsioni di VisionMobile si affermeranno solo 2 sistemi operativi per gli smartphone: S60 e Android.
6. Market gravity: the rise and fall of market value – ogni settore di mercato segue un percorso verso il basso partendo dalla fase Novelty (il prodotto viene lanciato sul mercato ma non ha domanda) per arrivare alla Utility (il momento in cui per distinguersi diventano necessarie le commodities), passando per la Differentiation. E in ogni mercato ci sono dei fattori che accelerano o meno il processo;
Qui sotto la presentazione completa!

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Creating Sustainable Enterprise

Lo scorso venerdì David Williams è stato ospite di Ericsson ed ha parlato di sostenibilità. Una bella iniziativa dato che era il giorno di “M’illumino di Meno“, evento ideato da quelli di Caterpiller per sensibilizzare singoli ed aziende al risparmio energetico. Io ero lì ad ascoltarlo ed ho provato a bloggare in diretta..
Il focus della giornata sul macro obiettivo “Creating Sustainable Enterprise”. In sintesi si sono toccati concetti come collaborazione, condivisione, experience learning, dialogo, azione e passione. Praticamente l’azienda per Williams non si deve più trovare di fronte alla scelta se generare profitto o rendere il mondo un posto migliore…le 2 possono e devono andare di pari passo.
Secondo Williams è fondamentale per un’azienda piccola, così come per una multinazionale, chiedersi come diventare Sostenibile. Prima di tutto ci si devono porre delle domande, del tipo:

Purtroppo le slide erano inguardabili a causa di una presunta non compabilità tra il proiettore ed il suo Mac book.

Ci trovavamo di fronte ad un guru del settore ma secondo me il seminario è stato troppo incentrato sull’azienda fondata e rappresentata da Williams, la Impact International

- La gente è orgogliosa di lavorare in questa azienda?
- I clienti hanno fiducia nel nostro brand?
- Conosciamo l’integrità dei nostri fornitori?
- Usiamo in modo sostenibile le nostre risorse?
- Facciamo investimenti a lungo termine?
- Cosa stiamo facendo per l’ambiente?
- Calcoliamo gli effetti delle nostre azioni sulla società?

Di seguito invece i 6 passi per diventare Sostenibili:

Illuminate – chiedere a che punto si è con la sostenibilità, misurare la percezione corrente;
Inspire – aprire cuori e cervelli dei leader d’impresa per sensibilizzarli sull’importanza di essere sostenibili. In soldoni presentare best practices e powerful experiences;
Engage – Rendere i leader capaci di identificare, comunicare ed implementare una strategia per poi trasmetterla al resto dell’organizzazione;
Energise – coinvolgere tutti gli stakeholder nel dialogo, crear eeventi di condivisione, incontrare le comunità e le Ong;
Innovate – pensare e creare nuovi prodotti, servizi e modi di lavorare;
Evaluate – valutare i risultati, soprattutto in chiave “percezione”, “performance” ed “innovazione”.

Oltre a questo c’è poco altro da segnalare. Ad esempio ci sono state alcune domande di manager E/// a cui David ha risposto in maniera piuttosto scontata.
Un plauso invece al “motto” dell’azienda: Doing well by doing good.

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Google Latitude al servizio del trasporto pubblico?

La scorsa settimana è stata lanciata una nuova versione di Google Maps con l’interessantissima funzione Latitude! Questa consente di vedere sulla mappa del proprio cellulare la posizione di amici e conoscenti….per poi raggiungerli o, perché no, evitarli!
Purtroppo l’applicazione ancora non è disponibile per iphone (pur essendoci servizi assai simili) ma ho pensato che Latitude sarebbe davvero utile per i servizi di trasporto pubblico….soprattutto in grandi città come Roma o Milano. Ogni autobus sarebbe un utente identificato con il numero della linea, e i passeggeri in attesa del mezzo potrebbero controllare sulla mappa a che distanza si trovi. E’ pur vero che ci sono le tabelle elettroniche che segnalano fermate e tempi di percorrenza ma penso che abbiano un costo rilevante. E purtroppo rimane il problema del digital divide, quanti passeggeri (soprattutto tra i nostri anziani) dispongono e sanno usare un cellulare con navigazione web?
Comunque io penso che qualche azienda si sia già posta l’interrogativo. Staremo a vedere.

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Un Tuffo nel nuovo Google Earth

Google Earth raddoppia! Poche ore fa c’è stata la presentazione della nuova versione (la 5.0) della famosa applicazione di casa Google. Cosa c’è di strano? D’ora in poi sarà possibile scandagliare l’OCEANO…video, immagini ed altro, anche in 3D!
L’idea è partita circa 3 anni fa grazie all’intuizione di Sylvia Earle.
Dal blog di Google scopro che ci sono anche altre novità:

Immagini storiche: sarà possibile tornare indietro nel tempo e scoprire cosa c’era in un dato posto nel passato (ci saranno anche le torri gemelle?);

Marte in 3D: una mappa del pianeta rosso con immagini ad alta definizione;

L’opzione tour.

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Un modello di business per Facebook?

Sono anni che ci si domanda come possa esser creato un modello di business e soprattutto un piano di monetizzazione intorno a Facebook. Uno, sempre affidabile per tutto il mondo web 2.0, è rappresentato dalla vendita in toto o in parte del servizio (e così si va sempre più verso l’integrazione e la concentrazione dei servizi). E ciò è già avvenuto….Microsoft in passato ha acquisito l’1,6% di Fb per una cifra come 240 milioni di dollari! Ma in questi giorni, al World Economic Forum, si è parlato di un nuovo piano di monetizzazione. Facebook potrebbe consentire alle società di ricerche di mercato di somministrare questionari e survey a tutti gli utenti del social network..
L’iniziativa è stata ribattezzata Engagement Ads. Per ora come si afferma qui, Facebook rappresenterebbe un ottimo strumento per profilare al meglio il target di ogni tipo di ricerca di mercato.

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Aziende poco multicanali

Questa settimana ho scoperto di essere un consumatore Reloaded! Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano hanno presentato i risultati dell’Osservatorio sulla Multicanalità. Sembrerebbe che le aziende debbano iniziare a preoccuparsi per come esse combinino vecchi e nuovi strumenti di marketing e comunicazione. Ed attenti ai consumatori! Il nostro consumo del mix di media è articolato e consapevole ed il cellulare sta diventando sempre più importante.
Di seguito alcuni dati e considerazioni di sintesi:

Consumatori
22 milioni di utenti Internet (il 63% dei quali tra i 25 e i 54 anni) con preferenza verso l’informazione circolare delle community e dei social network;
7,2 milioni di consumatori multicanale (+31% rispetto al 2007), detti RELOADED;
7,7 milioni di utenti che si avvicinano al mobile Internet;
21% della popolazione italiana cerca informazioni online;
23% di consumatori che provano prodotti nei punti vendita ma poi acquistano online;
27% dei consumatori consulta blog e forum prima dell’acquisto (1 milione e mezzo di navigatori acquista online). Fondamentale il word of mouth;
70% dei consumatori gradisce iniziative sul punto vendita unite a classica adv;

Aziende
Crescono dell’11% le aziende che investono online ma si continua a preferire i classici canali di ingaggio, tv in primis;
Il mobile advertising aumenta del 19%;
Internet ed i nuovi media sono parte marginale del budget;
Mancanza di una strategia di integrazione multicanale.

E tu che tipo di consumatore sei? Reloaded, Open Minded, Tradizionale coinvolto, Indifferente o Escluso?

Scoprilo qui

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Google ed il mobile

Continuando l’analisi dello studio della Faber Novel vorrei dare evidenza a come goooogle stia provando a cambiare il mondo della telefonia mobile. Oggi siamo tutti in attesa dell’arrivo in Italia di Android (G1 di Htc?), ma lo studio va ancor più in profondità.

Si parte dall’assunto che l’industria mobile sia basata su un modello tradizionale di value chain: Terminal (ex. IPhone) – Operating System (ex. Symbian) – Portal (ex. Vodafone live, ITunes) – Operator (ex. Vodafone) – Web Contents (Google). In questo sistema c’è poco spazio per un modello google, caratterizzato da apertura e network/link. Si parla di vere e proprie barriere all’ingresso. Bene, cosa si propone di fare allora google per replicare il suo modello anche nell’industria mobile? Tutto in 3 mosse:

1 – Android – come un sistema open source, il cui sviluppo è garantito da iniziative comuni delle maggiori industrie TLC.

2 – Attività di Lobbing

3 – Partnership con le aziende TLC. In questa maniera le aziende offrono le loro applicazioni ed in cambio ottengono parte dei ritorni pubblicitari.

Allo stesso tempo google ha acquisito e sviluppato nuove applicazioni per il mondo mobile. Ad esempio servizi di Gps e posizionamento, giochi, social networks come Wertago e Jaiku e collaboratives tools.

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Google dalla G alla E

Tutto quello che avreste voluto sapere del futuro prossimo di Google! La FaberNovel ha presentato a Parigi uno studio a 360 gradi sul più famoso motore di ricerca al mondo.

Proviamo a sintetizzare il lavoro (facciamolo a puntate). Partiamo da quelli che ritengono siano i fattori chiave del successo di Google:

  1. Scalability (soprattutto con la capacità di crescere tenendo bassi i costi marginali)
  2. Network Effects (il network in ascesa crea barriera all’ingresso x nuovi competitors)
  3. Data Mining (attenzione, lasciamo tracce sul web ed il nostro comportamento è monetizzabile!)
  4. Openness
  5. Cocreation (siamo noi stessi a fornire contenuti e applets x far crescere la baracca)
  6. Business Model (e qui la fa da padrone la pubblicità…e ogni nuovo mercato cattura investimenti su google)

Mi sembra interessante trattare anche i motivi x cui il motore di ricerca resiste alla crisi economica di questi mesi. Addirittura si parla di 4 elementi che permettono a google di aumentare i propri ricavi:

 

  1. I video on-line – YouTube (stimano guadagni x 200M di doll nel 2008)
  2. Internet Mobile, con circa 260 milioni di nuovo utenti nel 2008
  3. Le Licenze e altri guadagni non strettamente collegati all’adv
  4. La solidità dei ricavi pubblicitari (addirittura si stimano leggeri guadagni di quote di mercato)

 

 

(…continua)

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Il futuro dei Social network è qui

In Italia e nel mondo il social networking ha raggiunto dei livelli impensabili. Ogni giorno non c’è radio, tv o giornale che non parli di qualcosa letto o visto su uno di questi siti-piattaforma di aggregazione e condivisione sociale. Come era minimamente già successo con SL, la vita “reale” di molte persone ha switchato proprio sui social network. Che si ritagliano sempre maggiore spazio in quel magnifico puzzle dei social media composto anche da blog, widget, RSS, video sharing, photo sharing, chat, podcast e altri strumenti rigorosamente 2.0. 

Ma allora la domanda è perché sempre più persone si riversano sui social network? Io personalmente ho diminuito l’utilizzo di strumenti quali IM, chat, twitter e video-sharing. La risposta è che ho trovato tutto nei social network! Si assiste ad un continuo ampliamento dell’offerta dei servizi ed allo stesso tempo ad una integrazione tra varie piattaforme 2.0. Il risultato ad esempio è che io entro su facebook, controllo la mia rete di amici o presunti tali, condivido con loro video, leggo blog tramite RSS integrato su SN, gioco, segnalo a tutti (twitter?!) quel che sto facendo in quel preciso momento etc. Oppure prendiamo come esempio Linkedin, il network professionale per eccellenza. In queste ultime settimane si è evoluto ed ora permette di modulare la propria home-page attraverso l’inserimento di applicazioni 2.0. Un’utilissima integrazione è quella con Slideshare, lo YouTube delle presentazioni power point….senza dimenticare poi la possibilità di inserire i post del proprio blog sulle colonne della pagina personale.

Bene…ora tocca alle aziende fare la loro mossa. Hanno a disposizione un utente sempre più profilato. Non resta che offrirgli un abito fatto su misura.

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